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enricoSurèn
L'ospite del ricco nobile
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Io che sono ospite
di un ricco nobile
e vivo nel suo gigante giardino,
mi comporto come un filo d'erba
(o una sua quercia)
e divento chicco d'uva
per il suo dolcissimo vino.
Sono il terzo, l'incomodo.
Sono l'ospite di un ricco aristocratico
e passo le giornate interessato
sopra panchine bianche,
all'ombra di aceri e ippocastani
del suo prato.
Sono ago nel fienile
(o spauracchio?)
e sento il chiasso di bambini
che si spandono in cortile.
Sono lungo disteso passeggero
(solitario).
Il mio passato è più che mai menzognero.
In fondo c'è la chiesa per pregare
vado lì di solito
per ripararmi dal bestiame.
(Alleluia...)
[Musica e teso: Enrico Lucchese / Chitarre: Lorenzo Tomio / Programmazione: Enrico e Nicola "Ciste" Lucchese]
Incredibili autunni
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Ciao uomo con il capo chino
con il sole girato nel taschino
spero d'esserti intorno
un esplicito silenzio
testa sul cuscino.
No, ti prego
non insudiciare le tue mani
dolci d'archetto e violoncello
(o viola?)
con la calce e la carriola...
Hai in te occhi
di incredibili autunni.
Hai in te occhi
d'irripetibili autunni.
Ti piace l'ebbrezza del vino,
quando il canto di Bacco
accompagna la tua debolezza...
Ma le cime più vaste della voluttà
le devi senz'altro alla lucidità,
al tuo purissimo stato cosciente.
E quanti segnali di stanchezza
il corpo, assassinate dita
nodose ed increspate come rami.
(Hai anche tu i calli?)
Sì, ma quanti suoni sono esplosi
da quelle mani!
[Musica: Enrico Lucchese / Testo: Enrico Lucchese e (corsivo) Silvia Salvagnini/ Chitarre: Lorenzo Tomio / Programmazione: Enrico e Nicola "Ciste" Lucchese]
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