Questa sezione nasce come un contenitore di interventi narrativi degli AUTeditORI sulla genesi e gli sviluppi del progetto ("reportage" delle letture pubbliche e delle presentazioni, lancio di nuovi progetti editoriali, etc.). Inoltre, dalla colonna nera di destra sarà possibile monitorare le segnalazioni del progetto in siti, giornali, riviste, etc.

Archivio


Resoconto lettura a Quarto. Ovvero: considerazioni attorno alla necessità di contribuire allo sviluppo culturale del mio Comune (di Filippo Pavan)

 

Leggere a Quarto d’Altino: perché?
Boh?!
Leggere a Quarto d’Altino, dopotutto, non è stato neanche così male. Si è letto, la gente ha detto «uiui, hanno letto», noi abbiamo detto «uiui» è anche venuto qualcuno a vederci (io ho detto «uiui, è venuto anche Qualcuno, a vedermi..».
Ora, il senso di un resoconto da mettere su un sito internet, sarebbe di raccontare anche a Michael Stickatz di Shoshoni, Wyoming, o a Piotr Intelchiulovich di Afanasjevo, sugli Urali, cosa è successo quella sera, ecc…

Per questo scriverò che abbiamo letto, e precisamente in quest’ordine:
1. Enrico Lucchese ha letto delle poesie tratte dalla raccolta Il guardasala;
2. Roberto Cesaro ha letto dei brani tratti dal racconto Condominio Frontemare;
3. Ulisse Fiolo ha letto parti del suo diario di viaggio Sarà-jevo?;
4. Luigi Pozza ha letto alcune delle Favole arcane;
5. Vania Rosmi ha letto pezzi del primo dei due racconti contenuti in tuttounsottosopra;
6. Mirko Visentin ha letto brani di Voyeur in Barcellona;
7. Filippo Pavan ha letto l’inizio scorciato di Un giorno a caso;
8. Silvia Salvagnini ha letto alcune poesie da Silenzio cileno. Al termine della sua lettura, ha chiuso la serata una canzone scritta, cantata e incisa da Enrico, su versi di Silvia.

Nicola “Ciste” Lucchese ha sapientemente smanettato sui tasti delle sue apparecchiature elettroniche, domando la musica che accompagnava le letture.

Vi dirò anche alcune impressioni che ho raccolto parlando con alcuni avventori. Tutti erano concordi nel dire una cosa: una manifestazione del genere, a Quarto d’Altino, non s’era mai vista. «Ne è sicuramente valsa la pena» è stato il commento di uno spettatore che aveva confessato il suo iniziale scetticismo sul possibile interesse che l’evento avrebbe potuto suscitargli. Molti si sono informati se ci sarebbero state altre letture.

In poche parole, sembra essere saltata fuori una serata decisamente positiva.
Ma poi vi dirò anche alcune altre cose, che sono le mie impressioni e considerazioni a posteriori.
Ovviamente non posso che complimentarmi per tutto il lavoro ch’è stato fatto, e ritenermi orgoglioso di aver partecipato a una tal serata. Nonostante tutto questo – o forse proprio in onore a tutto ciò – mi chiedo: ma perché se a Quarto vengono due stronzi [trattasi di due noti comici della zona] a sparar cazzate, arrivano duecentocinquanta persone, mentre, per vedere otto baldi giovani leggere cose scritte da loro, se c’erano sessanta - settanta persone è tanto? Cioè: in un comune di settemiladuecentoerotti abitanti, tolti amici, parenti e conoscenti direttamente coinvolti, saranno stati (a voler essere stupidamente ottimisti) in tre a venire perché incuriositi dalla proposta. Ma leggere in provincia può essere una scommessa e vabbè… Ma il sindaco? Gli assessori? Insomma: dov’erano i rappresentanti di quella Istituzione che pur ha dato un contributo economico all’iniziativa e, soprattutto, il Comitato Di-gestione della Biblioteca Comunale??? Avranno avuto cose più importanti da fare…


Reso-lettura Mel! (di Roberto Cesaro)

 

dunque la serata a Mel per me è stata molto totale, direi totalmente divertente.
un piacere arrivare e conoscere i ragazzi della consulta che ci hanno preparato una stanza-veranda ben allestita con una quarantina di posti a sedere al ristorante Cappello il cui proprietario subito mi dice che ci vuole offrire dei tramezzini dato che noi siamo venuti lì per leggere e io non so che dirgli perché tra mezzora andiamo a mangiare e quindi è meglio se ce li offre a fine lettura, e restiamo d’accordo così.
Gian Luca Galli è sempre lui e si sa che le cose le organizza bene, c’è da fidarsi.
e c’è pure Eddy, il dj che mette la musica anche ai contest di skate, così mi sento proprio a casa.
arrivano gli altri AUTeditORI, si monta il sound system e si comincia subito il check.
al che io resto imbambolato in un angolo e come un pirla irrompo in una ridicola session vocale che si svolge interamente all’interno della mia mente guardando il palco con il microfono i piatti il computer e sognando la stanza piena di folla urlante in delirio e io: non più nei panni del mio eroe di sempre Gino Paoli ma in quelli di un novello Eminem di sto cazzo, che prendo il microfono e mi lancio a rappare scatenando un memorabile putiferio di gente e fighe urlanti e ballonzolanti che agitano le mani a tempo delle mie rime sul bit potentissimo del Ciste...

vacca boia io volevo fare l’MC – cantare l’Hip Hop e l’R’n’B - e invece mi trovo a leggere qui – a fare la prova microfono in rima – cosa leggo? vediamo chi lo indovina – se lo sai il poeta ti si inchina – guarda i disegni della Sissi che non sono fatti con la china – con la china lei va in coma: ma va’ in mona! – si! ci vado di corsa e speriamo che sia la volta buona!!!
allora leggo qui con voi, per voi – affinché questa stanza diventi piena di noi, piena di noise – perché a fine lettura voglio sentire rumore, per favore – battete le mani, non fate i villani – che se va bene alla fine vi regalo i galani! – guardate che io sono il poeta MC che apre gli ani! – intendevo dire gli ani/mi – ANI – MI!
dj Ciste in consolle, con il suono più serio per il tuo stereo!
ma continuiamo a cantare acappella – che è una parola molto bella – e quando la dico la folla si sbudella – ad ogni tipa vibra la sbardella come se ce l’avesse in padella! – noooo “bella di padella”! - non sono mica dj Francesco! - piuttosto vado fuori, piuttosto io esco... – meglio di no perché fuori è troppo fresco, poi viene buio presto – anzi adesso è già tutto buio pesto... – allora resto, sì, io resto qui – alla fine è meglio se ci resto! yo!
leggo sulla base di Antonella – che è una tipa mooolto bella – ma se lo viene a sapere mi randella – mi tira in testa una padella...
(e qui entro in un loop ignorante con le rime precedenti su Dj Francesco la cui figura mi perseguita come un fantasma della sfiga che mi sento aleggiare nella testa e per fortuna mi fa ritornare il pensiero normale e non più in rima...)

così ritorno sul pianeta terra e mi rendo conto che è tutto preparato bene ma la stanza è completamente vuota e le sedie pure tutte vuote (ma ci credo, mancavano due ore alla lettura...) e un poco preoccupato penso: chissà se ci viene qualcuno, questa sera, alla nostra lettura, porca di quella vacca, con tutta la fatica che abbiamo fatto ad organizzarla...
si va a cena in un pub e al ritorno, magia delle magie: la stanza è strapiena, con posti a sedere esauriti e addirittura gente in piedi che aspetta che cominciamo!
uh! boia... io una roba così non me l’aspettavo mica!
ma ben venga! tra un secondo si parte!
c’è tensione durante le ultime prove del video proiettore che fa i capricci e finalmente comincia la lettura, con la presentazione della Genny tra gli applausi calorosi.
la lettura iniziale di Mirko viene seguita con attenzione e coinvolgimento e ogni piega comica del racconto è sottolineata da risatine del pubblico che applaude convinto alla battuta finale.
e lo spettacolo va via liscio, con la parte più riflessiva-impegnativa di Ulisse, poi Gigi che fa di nuovo piegare tutti con il suo sottofondo di allegramente tristi musiche brasiliane ricevendo espliciti consensi ad ogni favola letta.
viene il turno del Guardasala Enrico che se la cava anche lui egregiamente mescolando poesia, canzoni e musica elettronica di sua composizione.
poi la new entry Filippo che con le sue invettive contro il mondo fa sorridere ancora una volta il pubblico.
tocca a me leggere e ritagliarmi un ruolo di scrittore sentimental-infantile molto diverso da quello di poeta MC in principio vagheggiato... ma meglio così!
e infine chiude la serata la Sissi con le sue poesie cilene con sottofondi che spaziano dall’amoroso riflessivo triste all’allegro spensierato, grazie alle basi preparate apposta dal dj Muto che si gode lo spettacolo tra il pubblico.

a fine lettura i libretti vanno veramente a ruba e non si fa in tempo a riempire l’espositore che è già di nuovo vuoto: abbiamo conteggiato una media di 50-60 copie per titolo distribuite, con dediche e complimenti pure, eh, cosa credete!
rinfresco offerto gentilissimamente dal gestore e vinelli a non finire sullo sfondo di danze scatenate su musiche anni 50-60 in vinili da 45 giri! e tutti ballano e si divertono compreso il sindaco molto lanciato.
grande serata! ci siamo divertiti tutti un sacco e siamo stati molto contenti di come è andata, anzi direi che come prima lettura veramente non poteva andare meglio!
grazie a tutti quelli che si sono sbattuti per organizzarla, a Gian Luca ai ragazzi della consulta di Mel al dj Eddy al gestore del locale e a tutti quelli che mi sto dimenticando.
questo paese non finirà mai di stupirmi!
torniamo a casa mezzi storti con la musica sempre a manetta, e buona notte.


TUTTA LA STORIA (di Mirko Visentin)

 

Preambolo

Visto che ci siamo, raccontiamola tutta, la storia...

Correva l'autunno-inverno 2002 quando un giorno incontro Enrico in sede della diapason&naima, ché lui frequentava il corso di canto e io lì praticamente ci vivevo, dato che ne ero - e ne e sono - il presidente. Trovo Enrico e cominciamo a parlare e caschiamo sul tema della poesia. Io gli dico che scrivo, versi in dialetto, da un sacco di anni, e che sono molto attento alla metrica, ad ascoltare le sillabe. Anche lui scrive – mi dice - e anche lui ascolta le sillabe, ma senza badare alla metrica nel senso tradizionale etc. Poi aggiunge che gli piacerebbe parlare di 'ste cose, e che sarebbe bello confrontarsi ogni tanto tra noi che scriviamo: leggersi, scambiarsi opinioni e cose del genere, insomma. La prima cosa che penso è: di sicuro ci sta anche Roberto - e così lo contatto.

Dopo qualche giorno ci troviamo nella sede dell'associazione, di sera, battendo i denti per il freddo, ché il riscaldamento è centralizzato con quello del municipio e stacca alle 6 del pomeriggio. Ci troviamo muniti di cartelline piene zeppe di fogli A4 freschi di stampa casalinga: io con racconti, Enrico con poesie, Roby misto.

Se non ricordo male per qualche settimana andiamo avanti a leggere e discutere sulle nostre cose, finché io butto lì l'idea di pubblicare un libro, come associazione, e distribuirlo gratuitamente in giro per le librerie.

L'antologia dei 9 poeti esordienti

Va detto che io già all'epoca smanettavo da un pezzo con QuarkXpress e programmi di grafica e impaginazione. Avevo chiuso da poco un trimestrale di incontro culturale scritto da me e da altri ragazzi del paese (tra cui Roberto stesso e Filippo). Si chiamava AL SUQ, era pagato dall'amministrazione del paese (che per inciso è Quarto d'Altino, 7000 anime schiacciate tra la provincia ricca e gioiosa di Treviso e quella un po' stagnante di Venezia; delimitato a nord dal fiume Sile e a Nord-Est dai fanghi della barena veneziana; ultima uscita della tangenziale di Mestre in direzione Trieste), aveva tiratura 3000 copie e costava sulle 700mila al mese (per max 8 pagina stampate a due colori). Quindi qualcosa sapevo già di impaginazione e stampa etc. e perciò almeno quella parte di lavoro c'era, senza metterci interamente nelle mani dei tipografi che è meglio che stampino e basta, al giorno d'oggi.

Come ho detto, l'idea del libro piace, ma che tipo di libro facciamo? Propongo un formato 10x15 cm autocopertinato, di 64 pagine copertina compresa (in modo da sfruttare al massimo il foglio macchina 70x100), rilegato a punto metallico, che ricorda molto i vecchi millelire di Stampa Alternativa... Sì, va ben - incalza Roberto - ma dentro cosa ci mettiamo?

Nel frattempo il gruppo si è allargato, coinvolgendo Ulisse e Gigi (che sono di Mira) e Filippo (che è anche lui di Quarto). Ulisse, che è parecchio scafato in 'ste cose, suggerisce di partire dalla poesia, ché è la cosa più veloce (chissà poi perché...). E così decidiamo di pubblicare un'originalissima (siamo pur sempre ragazzi di campagna, noi...) antologia di poeti esordienti (ovvero, alla prima pubblicazione).

Nel frattempo-frattempo (eran passati almeno un due tre mesi) io ricevo la bellissima notizia che a metà febbraio 2003 parto per tre mesi di stage a Barcellona con una borsa di studio Leonardo, e per di più a lavorare in casa editrice!

I lavori erano a metà, nel senso che bene o male avevamo impostato tutto, mancava solo che ogni autore coinvolto (nove in tutto tra cui, oltre a quelli già citati, la Sissi e la Giada, più Andrea, amico di Enrico) scegliesse i testi in base allo spazio disponibile. Dell'impaginazione me ne sarei occupato io da Barcellona, e la correzione delle bozze l'avremmo fatta via email, ché tanto alla editorial di sicuro avrei avuto l'adsl e poi avevo dietro il mio portatile.

Ammetto che la mia partenza ha rallentato i lavori, ché prima di riprendere in mano il materiale ho dovuto ambientarmi nella metropoli etc. etc. Inoltre, i tre mesi di stage sono diventati sei nel momento in cui Sabrina - la mia «girl» (V. Rossi - che non è Vittorio Rossi lo studioso di letteratura veneta, curatore delle Lettere di Andrea Calmo etc., ma Valentino Rossi nella pubblicità di Alice Mia) - che era partita con me, ha vinto anche lei una borsa di studio di tre mesi, proprio giusto quando io stavo per finire la mia. E così invece di tornare a metà maggio siamo tornati ai primi di agosto.

Ad ogni modo, nonostante fossi bloccato a Barcellona, non solo siamo riusciti a chiudere l'impaginato ma anche a stampare; perché dato che stavo lavorando in una casa editrice ho chiesto un preventivo alla tipografia dove stampava i libri la mia titolare, scoprendo che stampare quel libro in Spagna costava quasi un terzo che in Italia: esattamente 360 euro contro 900!

Unica rogna, la spedizione in Italia. Come li fai arrivare 8 scatoloni di libri da Barcellona in Italia senza spendere tutto quello che hai risparmiato di stampa? Le ho pensate tutte, finché ho dovuto cedere: via posta. Ci è costato 100 euro, ma solo perché ho usato le agevolazioni sull'editoria concesse alla editorial dove lavoravo (il 25% di sconto). Inoltre "ci è costato" una giornata di scazzi, perché l'operazione di ritiro scatoloni presso la tipografia con carretto bi-ruota + compattamento colli + spedizione presso le poste spagnole l'ho condivisa con l'altra colonna portante della DN, ovvero Stefano "Maestro" Brentel (e vi risparmio le bestemmie...).

Non ho ancora detto dove son saltati fuori i soldi per stampare l'antologia, dato che si era detto di distribuirla gratis: autotassazione degli autori + contributo da parte di DN e Prometheus (ovvero l'associazione mirese di Ulisse e Gigi) + contributo del nostro mecenate - nonché mio guru grafico - Francesco "Otros" Schirato.

A metà agosto 2003 mi ritrovo quindi in Italia, abbattuto dal mal di Spagna (che non sarà come il mal d'Africa, ma almeno come il mal di mare sì...), ma eccitato dall'idea di iniziare a distribuire e presentare l'antologia. Ci siamo divisi il malloppo (circa 1200 copie) e abbiamo battuto a tappeto le librerie di Venezia, Mestre, Treviso + qualcuna di Padova e altri posti della zona insomma. Un bel po' di copie nel frattempo le avevo lasciate all'Istituto di Cultura Italiana di Barcellona e in un altro paio di librerie della città.

Presentazione, letture e autocritiche

Poi è stato il turno della presentazione, avvenuto il 10 settembre 2003 in bar da Piero, a Quarto. Per non farla troppo pallosa, abbiamo tagliato corto e siamo andati subito alla lettura dei testi, dopo aver banchettato a spese della DN e ascoltato un po' elctromusic by Nicola "Ciste" Lucchese. Gente ce n'era, e pareva anche attenta.

Il 29 ottobre abbiamo replicato presso l'osteria Ai Kankari di Mira, con una lettura agreste che ha messo in crisi qualcuno a causa dell'ambiente non propriamente silenzioso... Ma non ci siamo dati per vinti, e il 18 febbraio 2004 ci siamo presentati al Corretto Caffé di Treviso. La formula anche in questo caso era: lettura di poesie - punto.

Nel frattempo era partita da Roberto l'idea di fare quello che purtroppo non avevamo avuto modo di fare a dovere: discutere sui testi presentati e pubblicati nell'antologia. Ora che i testi erano messi una volta per tutte nero su bianco, sarebbe stato giusto - continuava Roberto - parlare di quello che avevamo scritto, muoverci delle critiche, capire il perché di certe scelte etc.

Così fu fatto, con grande soddisfazione da parte di tutti per le questioni affrontate (a volte vicine alla rissa...). A questa esperienza di confronto ha partecipato anche Genny, già ex collega di lavoro di Enrico, ma coinvolta da me dopo che l'avevo conosciuta in dipartimento di italianistica a Venezia quando ero andato a consegnare al Luca (amico bibliotecario) alcune copie dell'antologia da distribuire "a chi sapeva lui". Genny era "una che sapeva lui", e a ragione, se è vero che da quel giorno è diventata una delle più assidue frequentatrici delle nostre riunioni.

Il Vapore e la nuova lettura

Tornando al tema delle letture, sarà che erano passati ormai mesi dalle prime due presentazioni e che un po' ci eravamo stancati di leggere sempre le stesse cose; sarà che la serata al Corretto Caffé era sembrata ai più un po' fiacca... Fatto sta che ci siam detti: perché non buttiamo su qualcosa di più dinamico? Tanto più che eravamo riusciti ad avere una data al Vapore di Marghera (locale famoso per le rassegne jazz e non solo), e l'idea di andar sul palco a declamare versi e basta non ci garbava punto (che non ha il valore del "punto" di prima, ma in lingua forbita toscana significa "affatto").

Ancora faccio fatica a spiegarmelo, ma in 4e4=8 ben 7 di noi (ché avevamo intanto perso per strada Andrea e Giada, mentre Filippo era sotto tesi, anzi: si laureava giusto il giorno della lettura al Vapore) sono riusciti a metter su circa 10 minuti di lettura musicata, dove però la musica non era puro sottofondo, ma dialogava perfettamente con i testi.

Grazie poi all'aiuto di Enrico (che per l'occasione ha scritto musica originali per sé e per la Sissi) e del Ciste (suo fratello - che ha tagliuzzato e remixato le musiche live) abbiamo fatto questa serata al Vapore (il 10 marzo 2004) che per noi è stata il massimo, più che altro perché è stata sinceramente applaudita dal pubblico e dal gestore del locale.

Sorvolo sulla replica al Tam Tam di Mira, a giugno, che - probabilmente per l'ora tarda - ha deluso i più.

Spinti poi da un barlume di incoraggiamento post lettura dell'antologia da parte di Nanni Balestrini, da queste due esperienze live abbiamo tratto un CD intitolato "Campionature", contenente i testi letti in pubblico più altri, sempre musicati a dovere. Cd che ovviamente abbiam mandato a Balestrini sperando che gli organizzatori di RomaPoesia chiamassero alcuni di noi a partecipare alla sezione Poesia Giovani (che però per mancanza di soldi non si è proprio fatta).

Junior e il progetto AUTeditORI

Mi rendo conto che ho scritto «fiumi di parole» (Jalisse) senza aver ancora accennato al progetto AUTeditORI, per cui sono stato chiamato (o meglio: mi sono chiamato) a scrivere.

Per farla breve, mentre eravamo impegnati nel confronto post-pubblicazione antologia e nella preparazione delle letture, Sabrina mi arriva a casa con un volantino verde con su scritto "Spremi le meningi". Trattasi di un progetto della Regione Veneto / Osservatorio Regionale sulla condizione giovanile intitolato Junior bandiva un concorso per giovani volenterosi di far qualcosa per i giovani.

Era insomma l'occasione giusta per continuare l'esperienza dell'antologia, supportati economicamente (e per ben 5000 euri) da un ente di tutto rispetto com'è la Regione.

È stato così che è nato il progetto AUTeditORI: come sviluppo in grande stile dei "9 poeti esordienti". Tutti (o quasi) autori, tutti editori!

L'idea è piaciuta e ad aprile sono iniziati i lavori. Ci siamo trovati per sette mesi tutti i lunedì sera per proporre, leggere, discutere, correggere i testi presentati; e una serie infinita di ore in ufficio da me, durante il giorno, ad impaginare, far progetti grafici, stampare, correggere etc. etc.

In corso d'opera il progetto non è cambiato molto se non sotto un aspetto, ovvero la sostituzione di due autori. Ed è così che sono entrati a far parte del gruppo anche Vania e Marco.

Jesolo e il Forum

Tra le soddisfazioni che ci siamo presi durante il faticoso svolgimento del progetto c'è stato l'invito a partecipare al workshop di Junior presso il Forum Regionale dei Giovani, che si è tenuto a Jesolo nel settembre 2004.

Succede che sono in Puglia, nel Salento, a far la spesa prima di andare in spiaggia, quando mi chiama al cellulare una delle gentili responsabili del progetto Junior o dell'Osservatorio, chiedendomi se volevamo partecipare al workshop Junior per parlare un po' del nostro progetto etc. etc.

L'idea mi sembra buona, ma devo chiedere anche agli altri (cazzo: siamo in 12 ed ogni volta per prendere una decisione bisona fare un referendum...) e temporeggio. Alla fine si decide che si va. Ecco il resoconto del pomeriggio jesolano fatto dal sottoscritto agli AUTeditORI via email la sera dello stesso 10 settembre:

«Gli AUTeditORI presenti erano nell'ordine (di giovinezza) Enrico, Mirko, Roberto e... Ulisse, il quale (per un disguido d'orario) ci è capitato al villaggio Marzotto con motorino e casco delle Poste!!
Noi che eravamo in macchina e che siamo arrivati prima abbiamo fatto conoscenza della dott.sa Plebani (ovvero Elena), responsabile dell'Osservatorio Giovanile.
Fatta conoscenza della Plebani, siamo stati invitati ad avvicinarci allo stand dell'Osservatorio (e quindi anche di Junior), venendo però da subito abbandonati come tre coglioni. Anzi, 4: perché con noi c'era anche Lucia, la responsabile di un progetto sulla promozione storico-naturalistica del Monte Grappa. Dopo poco siam diventati 5, ovvero con l'arrivo di Ulisse in motorino...
Aspetta tu che aspetto io, si rifanno vive la Plebani con la Nives Battaglia, raggruppano gli altri gruppi partecipanti al forum (5 in tutto), buttan su una tavola rotonda preparativa al workshop nella quale ci presentiamo un po' tutti e lei (la Elena Plebani) spiega un po' come funzionerà il workshop stesso.
I gruppi selezionati tra i 72 vincenti erano: da Verona tale Anrdea fumettista con un progetto di cartoon educativi alla salvaguardia dell'ambiente; la succitata Lucia del Grappa; un folto manipolo di ragazzi di Sernaglia della Battaglia con un progetto musicale per gruppi esordienti; due ragazze di RadioBue, ovverola radio universitaria di Padova.
Il workshop è iniziato in mega ritardo causa happy-hour a base di gelato Lattebusche gratuito. La platea era quasi vuota, ma in compenso sul "palco" c'era un sacco di gente... Dopo una breve introduzione della Plebani, la parola è passata alle due tipe di RadioBue, che pur sapendo di avere 3 minuti a disposizione, se ne sono prese minimo 15, scoglionando tutti (Plebani compresa). Breve intervento polemico da parte di una tizia del pubblico (polemico verso l'osservatorio e i contenuti del workshop: secondo me polemico tanto per far polemica).
Di gruppo in gruppo si è arrivati al nostro progetto, presentato con sullo sfondo le copertine di Enrico, Sissi e mia. In due nanosecondi ho cercato di spiegare il senso del nostro progetto, mettendoci dentro un po' di tutto.
Ma le cose belle del workshop sono state altre tipo:
1. il neologismo di Mirco del gruppo musica di Sernaglia della Battaglia, che per esprimere il termine "ingrandire" ha usato un dialettalissimo "sgrandare", che è risuonato per tutto il teatro assieme ad una lama di ghiaccio ;
2. una tipa in prima fila che continuava a comportarsi come Sharon Stone in Basic Instict (unici ad accorgesene, il Guardasala e il Voyeur in Barcellona, guarda-caso);
3. gli scambi di indirizzi con i ragazzi degli altri gruppi selezionati, tra cui con le due del progetto MicroGalleria per la presentazione dei nostri libretti nella loro MicroGalleria di Venezia (ovvero, il pianerottolo 3 mt x1mt della loro casa in campo Santa Maria Formosa) e le due di RadioBue per la presentazione radiofonica del nostro progetto.»

Belgioioso e NDA

Da bravi piccoli editori non potevamo mancare all'appuntamento con il festival della piccola editoria di Belgioioso (Pavia), che si tiene tutti gli anni l'ultimo weekend di settembre. Con questo non voglio dire che avevamo uno stand o cose del genere: siamo andati in visita, tutto qua. Io più che altro per far pubblicità alla mia attività di servizi per l'editoria, Sabrina per accompagnarmi e per comprar libri, Roberto per prender contatto con qualche editore.

C'era poi un secondo scopo comune, legato al nostro progetto editoriale: prender contatto con quelli di NDA per sentire se c'era la possibilità di distribuire gratuitamente un po' dei nostri libri nelle librerie del progetto Interno4 sparse per l'Italia, in cambio di visibilità delle stesse librerie nei nostri libri.

C'è andata di culo, perché siam riusciti a parlare con Massimo Roccaforte, titolare di NDA (che per inciso è un distributore di case editrici indipendenti e promotore del progetto Interno 4), che dopo aver visionato il materiale (che gli ho inviato per email qualche giorno dopo) ha dato l'ok. Sicché se qualcuno troverà i nostri libretti nella bellissima libreria Interno 4 di Lecce (cito questa perché l'ho visitata di persona e perché è quella più distante di tutte) il merito è della nostra gita sabatina a Belgioioso e della disponibilità di Massimo Roccaforte!

Per il resto, andata e ritorno abbiam discusso animatamente di rapporto uomo/donna (anche dal punto di vista sessuale, ma non solo), e prima di riprendere la Milano-Venezia in direzione di casa, ci siam fermati all'IKEA, ché io e Sabrina dovevamo valutare dal vivo se la libreria Billy poteva andare per il salotto di casa nostra, mentre Roberto non c'era mai stato. Fatto sta cha abbiam cannato l'uscita dell'autostrada (Roncadelle) e dopo un'involontaria intrusione nella Valtrompia (dove i veneziani anticamente si rifornivano del ferro per cannoni et archibugi) siamo riusciti finalmente ad arrivare all'IKEA, che però chiude alle 20 ed eran già le 19.45. Credo che oltre a noi nessun altro essere umano sia mai riuscito a compiere tutto il percorso delle meraviglie dell'IKEA in 15 minuti (d'altronde che senso avrebbe?)

Arrivano i libri!

E arriva finalmente il giorno della consegna dei libri. Martedì 9 novembre. È una giornata splendida fin dal tempo, con un bel sole ed il cielo limpido, ma un freddo cane che è arrivato all’improvviso dopo un inizio novembre da +24 gradi a mezzodì. E con ‘sto popò di freddo io, Rob, Enrico e Andrea (della tipografia) ci scarichiamo non so quanti scatoloni, che finiscono tutti nel mio ufficio a mo’ di muretto tinta cacca.

Non vi dico la cacarella quando ci siamo accorti che era arrivato il furgoncino della tipografia e abbiamo cominciato a sudare nel timore che qualcosa fosse andato storto, non vi dico la gioia nel toccare, sfogliare, guardare i nostri piccoli capolavori, fatti proprio come dio comanda – e non vi dico l’odore di carta stampata che mi ha azzannato la gola la mattina dopo e che ancor m’assale in questo stesso momento.

Vi dico invece dei festeggiamenti, la sera stessa, ché fatalità la riunione era slittata da lunedì a martedì sera, e per di più invece di farla in sede della DN o del Progetto Giovani di Mira l’abbiam fatta in mansarda dalla Sissi, appena finita di ristrutturare da lei medesima aiutata dal suo boy friend (alias Ivan, o come dicevan tutti “DJ muto”).

Il giorno dopo è toccato agli espositori. Giornata di merda, con vento e pioggia battente già dalla notte (e Venezia totalmente sott’acqua). C’è poco da fare: se c’è il sole va tutto dritto, se c’è la pioggia va tutto storto. Infatti Roberto se n’è tornato a casa da Pincko (alias, la cartotecnica) con una bella botta sulla fiancata della macchina...

Pazienza. Ci godiamo i nostri libretti sistemati nel loro espositore, mentre pensiamo: “E adesso inizia il bello! Distribuire e promuovere, distribuire e promuovere, distribuire e promuovere...”

Fuori, intanto, la bora pela le orecchie agli operai che tornano a casa in bicicletta...

Special thanks:

A «el corteasso» (R. Cesaro), ovvero la taglierina a baionetta facente parte del corredo del mio ufficio/studio, grazie alla cui affilatissima lama abbiamo potuto scontornare tutte le splendide copertine che ora impacchettano i nostri scritti.

Alla OKI 9300, grazie ai toner della quale abbiamo stampato bozze, prime bozze, copertine (esaurendo ahimè la cartuccia di nero).

Alla Diapason&Naima e al Progetto Giovani di Mira che ci han dato gli spazi per incontrarci.

 

SEGNALAZIONI

Febbraio 2005
"Poesia" nr. 191 (Crocetti Editore), p. 36

21.01.05
www.turistipercaso.it

20.01.05
www.vibrissebollettino.net

14.12.2004
Nuova Venezia

11.12.2004
Gente Veneta OnLiine

02.12.2004
ViviQuarto.it

23.11.2004
Skatemap.it

19.11.04
guide.supereva.it/scrittura_creativa

19.11.04
Pubblico privato di Giseppe Caliceti su www.emilianet.it (dall'archivio, inserendo la parola chiave "auteditori", e scrollando la pagina risultante fino alla lettera di Roberto)

Altre segnalazioni sono apparse sulle pagine di:
> Breve spot andato in onda su Telechiara durante la trasmissione "18-25 on-line"
> Gazzettino di Venezia del 16/12/04
> 6:00 am Skateboard Culture Magazine n° 17